We are apologize for the inconvenience but you need to download
more modern browser in order to be able to browse our page

Download Safari
Download Safari
Download Chrome
Download Chrome
Download Firefox
Download Firefox
Download IE 10+
Download IE 10+

Una storia di nome Lucia

12-rose-day-venezia

Ospiti di Cesare Ceccangeli scopriamo la sua storia

Ieri sera si è tenuta la serata dedicata alla leggenda del Bocolo di San Marco

Si narra che nel diciannovesimo secolo la figlia del Doge si innamorò di un giovane di umili origini, il quale per nobilitarsi agli occhi del padre, andò in battaglia contro i Turchi e nell’impeto del combattimento morì, ma non prima di aver affidato ad un amico un bocciolo di rosa intriso del suo sangue. Il fiore venne portato alla donna amata a Venezia.

Da allora il 25 Aprile nella città lagunare si celebra la Festa del Bocolo di San Marco e le donne ricevono in regalo un bocciolo di rosa per ricordare l’evento:

Rose Day

La serata e si avvalsa di due grandi protagonisti in cucina: Diane Palumbo laureata chef professionista negli USA (nonchè ex sceriffo) e l’arciveneziano e pluridecorato Stefano Aldreghetti, chef e patron del Ristorante Da Poggi in Cannaregio.

A Cesare Ceccangeli, proprietario di Villa Nani Mocenigo e organizzatore dell’evento, diamo anche il merito di averci fatto riscoprire il libro “è poesia” in cui sono raccolte poesie di Cesare Ceccangeli, Luigi Centra, Rocco Amoroso, Antonio Sapere, Marianna Stratan, Fra Bernardino, Fabrizio Coniglio, Valentina Verani, Dino Zampieri, Mercurio Arena, Roberto Carretta, Marcella Duse e Gian Carlo Costantini.

Così Cesare Ceccangeli, imprenditore fortemente innovativo e cultore della riviera del brenta, svela nuovamente il lato sensibile con “Una storia di nome Lucia – E’ stato quasi un miracolo, una di quelle storie che possono capitare solo una volta nella vita” una bellissima storia che ci da un intenso affresco dell’umanità italiana e che termina così:

“Nove persone mi hanno salutato con quell’affetto che ricorda altri tempi che a me sembravano passati: quando il treno aveva il significato di grande distacco e dolore per una partenza lunga e piena di incognite. Oggi queste emozioni sono rarissime, quasi sconosciute. Non dimenticherò mai quel saluto sincero alla stazione di Chieti, come si dedica a chi va lontano e si assenterà per molto tempo. Non sarà questo il caso, perché ho intenzione di rivedere presto questi grandi amici…”

Se vuoi commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.
*

  • aprile: 2015
    L M M G V S D
    « Mar   Mag »
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930